
In un'ora di auto da Torino si raggiunge il Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, il cui territorio è grosso modo compreso tra la Val di Susa a nord e la Val Chisone a sud.

Arrivando da Torino, via Orbassano, Giaveno, Coazze, si parcheggia l'auto sul tornante all'uscita della borgata Tonda (1138 m s.l.m.), in prossimità di un tabellone orientativo del Parco Naturale. In questo punto parte il sentiero n°420: dopo un primo tratto pianeggiante in un bosco di querce e castagni, si sale alle borgate alpine abbandonate Dogheria e Sisi.
In circa un'ora di cammino, giunti al limitare del bosco, si arriva alla Rocca del Gias: un grosso masso, adagiato su una sporgenza della parete rocciosa e ruotato rispetto ad essa.
Poco dopo si attraversa il Rio Palè, guadandolo o utilizzando il ponte di legno, ed in una breve salita si arriva a Pian Goraj (1385 m s.l.m.), ampio alpeggio con una cappella ed alcuni piloni votivi, in parte occupato da mucche da maggio ad ottobre.

Continuando lungo il sentiero, che si inerpica tra i larici sullo spartiacque tra il rio Palè ed il Rio Pairent, si arriva in altre due ore di cammino alla Cappella dell'Alpe di Giaveno (1816 m s.l.m.), dalla quale sono visibili distintamente l'Alpe di Giaveno inferiore e superiore ed il Colle del Vento (2225 m s.l.m.).
Ho percorso questo itinerario nell'assolato e caldo venerdì 14 aprile 2006, in circa tre ore. La prima parte del percorso, fino a Pian Goraj, non presenta alcuna difficoltà ed è adatto a famiglie con bambini.
Ho visto le mie prime vipere (domanda rivolta a nemo neminis: "che cosa è quel serpente a quadretti?"), le mie prime uova di rana, due caprioli e moltissimi crochi e primule selvatiche.





Poco dopo si attraversa il Rio Palè, guadandolo o utilizzando il ponte di legno, ed in una breve salita si arriva a Pian Goraj (1385 m s.l.m.), ampio alpeggio con una cappella ed alcuni piloni votivi, in parte occupato da mucche da maggio ad ottobre.

Continuando lungo il sentiero, che si inerpica tra i larici sullo spartiacque tra il rio Palè ed il Rio Pairent, si arriva in altre due ore di cammino alla Cappella dell'Alpe di Giaveno (1816 m s.l.m.), dalla quale sono visibili distintamente l'Alpe di Giaveno inferiore e superiore ed il Colle del Vento (2225 m s.l.m.).

Ho visto le mie prime vipere (domanda rivolta a nemo neminis: "che cosa è quel serpente a quadretti?"), le mie prime uova di rana, due caprioli e moltissimi crochi e primule selvatiche.


_Cammino_